Una band di ragazzi suona, principalmente, per divertirsi: nessuno finge o pretende di essere professionista. Ma quando una band, di qualunque tipo, va a suonare in un locale, fornisce un servizio; un servizio che, in qualche modo, va rimborsato.
Una band non dovrebbe procurare personalmente clientela a un locale, ma (come detto sopra) fornire un servizio in più alla clientela che il locale dovrebbe essere in grado di procurarsi da solo. Una band è una band, non un’agenzia di PR. Se la band si occupa della pubblicità dell’evento e procura la maggior parte dei clienti al locale (per la serata in cui suona), fornisce un ulteriore servizio. Un servizio che andrebbe pagato.
Quando un locale decide di chiamare una band per “fare una serata”, si assume un rischio imprenditoriale che deve correre in prima persona, pagando i servizi di cui usufruisce, indipendentemente dall’andamento della serata stessa.
Se uno stesso locale decide di offrire ai suoi clienti un prodotto (una bibita, uno snack etc.), lo deve comprare e lo paga, anche se non ha clienti, anche se i suoi clienti non lo comprano. Se uno stesso locale decide di far vedere le partite in tv, paga la pay tv e i permessi per trasmettere in pubblico, anche se la cosa non attira clienti, anche se attira clienti che però non consumano, anche se i clienti non guardano le partite. Se uno stesso locale decide di rinnovare gl’interni per rendere i suoi spazi più accattivanti, paga i pittori, gli arredatori, i fornitori etc., anche se l’operazione non porterà nuovi clienti, anche se ai clienti le innovazioni non piacciono. E così via.
Allo stesso modo, se uno stesso locale decide di far suonare una band, ne deve rimborsare perlomeno le spese, anche se non porta nuovi clienti, anche se i clienti non consumano, anche se i clienti non ascoltano la band. Tanto più lo dovrebbe fare se la band porta con sé persone che consumano e che, altrimenti, non sarebbero mai andate in quel locale, lasciandolo praticamente vuoto.
In ogni caso, non si può decidere di correre un rischio sulle spalle degli altri. E’ una questione di correttezza.